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Il comune di Boccioleto appartiene a: Regione Piemonte - Provincia di Vercelli

I Sentieri dell'Arte (Piaggiogna - Madonna del Sasso)

Nome Descrizione
Indirizzo Da Piaggiogna a Madonna del Sasso
Punto di partenza Piaggiogna
Punto di arrivo Madonna del Sasso
Tempo percorrenza 1h 45'
Guide e carte Carte Tecnica Regionale scala 1: 10.000, f. 72130 - Regione Piemonte
Carte Tecnica Regionale scala 1: 10.000, f. 71240 - Regione Piemonte
Guida degli itinerari escursionistici della Valsesia, Foglio 2° - Rima S. Giuseppe - Boccioleto - CAI sez. Varallo, CM "Valsesia"
Carta d'Italia, scala 1:25.000. F° 30 III N.O. Campertogno - Istituto Geografico Militare
Carta d'Italia, scala 1:25.000. F° 30 III N.E. Scopa - Istituto Geografico Militare
f. 88 Monte Rosa scala 1:50.00 - Kompass
f. 10 Monte Rosa Alagna e Macugnaga scala 1: 15.000 - Istituto Geografico Centrale
Il percorso si svolge quasi interamente sul lato idrografico destro della Val Sermenza, in una fascia altimetrica compresa tra 692 (T. Sermenza) e 1437 m (alpe Selletto), caratterizzata dalla presenza d'insediamenti permanenti e d'alpeggi documentati dall'inizio del Trecento.

Da Piaggiogna a Palancato: Gli insediamenti permanenti

Punto di partenza dell'itinerario è la frazione PIAGGIOGNA SUPERIORE (766 m), ubicata lungo la strada provinciale della Val Sermenza (circa 2 km a monte di Boccioleto). All'inizio dell'abitato si trova l'Oratorio di San Martino

La mulattiera, prima della costruzione della strada provinciale, passava sotto l'oratorio di S. Martino e attraversava le case della frazione. Tra le costruzioni della frazione prevalgono le grandi case a forte sviluppo verticale, con fronte chiuso, generalmente derivanti dall'innalzamento ottocentesco di costruzioni precedenti.
L'esistenza di un insediamento permanente, e di un territorio da esso dipendente, è documentato dall'età tardomedievale. Nel 1420 è documentato un Johannes de Piazogna, rappresentante della Val Sermenza in un compromesso stipulato tra gli uomini della valle e gli affittuari delle alpi del vescovo di Novara (Fantoni e Fantoni, 1995, d. 19).
La mulattiera attraversa la frazione e scende in breve a PIAGGIOGNA INFERIORE, insediamento compatto, ubicato a mezza costa, con costruzioni molto differenziate, a fronti compatte o aperti con portici e loggiati, attribuibili a diversi periodi.
Alcune case presentano una tipica apertura per l'uscita del fumo, protetta da una lastra di pietra, caratteristica del territorio di Boccioleto, introdotta in seguito allo spostamento del focolare dal centro della stanza ad una parete esterna (Fantoni, 2001, pp. 61-62).
Un esempio di costruzione più recente, di struttura compatta a pianta rettangolare, alta quattro piani, è presente in posizione marginale alla base della frazione. Su una casa è presente un affresco recante, la didascalia Nostra Signora del sacro Cuore di Gesù, firmato e datato P. Sasselli 1938.
Al termine di una via che parte dalla piazzata centrale è ancora visibile l'insegna di una scuola, che fu fondata da Franco Comoletto nel 1770 assieme ad una cappellania con un reddito di 350 lire (Peco, 1993, p. 199, nota 388).
La presenza della scuola, che probabilmente riuniva gli scolari di Piaggiogna e Palancato, testimonia un passato ricco di popolazione; nel 1840 la frazione ospitava ancora 32 fuochi e 71 persone (Lana, 1840, p. 217).

Una piccola piazza al centro della frazione ospita, a fianco di una fontana con vasca, la Cappella di San Gaudenzio.
Sul lato sinistro un'altra Madonna col bambino, dai lineamenti più delicati, entro cornice di color ocra, sicuramente attribuibile ad altro autore, coperta da antichi graffiti.

Da Piaggiogna inferiore la mulattiera scende al TORRENTE SERMENZA.
Il torrente è raggiungibile anche da una strada parzialmente asfaltata, che si separa sulla sinistra della strada provinciale qualche centinaio di metri a valle di Piaggiogna; da questo punto inizia l'itinerario segnalato dal CAI Varallo con il segnavia 373.
Gli automezzi possono essere parcheggiati pochi metri a monte dell'imbocco di questa stradina.
La mulattiera supera il torrente (692 m) con uno ponte in pietra a due archi di diversa dimensione.
Su una pietra del muro sul lato a valle del fianco idrografico destro è ben incisa la data 1870.
Il toponimo della frazione Palancato, documentato dal 1399 (Mor, 1933, c. XXXI, pp. 309-310) potrebbe derivare dalla presenza di un ponte ad assi lignee (Carlesi, 1978, p. 69; Manni, 1980, f. IV, pp. 94-97); toponimi derivati dalle voci latine palanca, planca sono segnalati da Pellegrini (1990, p. 226) e la voce è documentata anche negli statuti valsesiani.
Oltre il ponte si separa a sinistra la mulattiera a segnavia 373, che risale la Val Chiappa (o Val Piaggiogna) ospitante la frazione Piana e numerosi alpeggi.
A questa valle si riferisce un documento del 22 dicembre 1399 in cui è citato un Martinus filius quondam Johannis de valle Piazogne, che vende alcuni appezzamenti di terra a campo e prato ubicati nel territorio di Boccioleto ubi dicitur valle Piazogna (Mor, 1933, c. CXXXI, pp. 309-310).
L'alpe Chiappa è poi citata come confinante, con illi de Palancato, ad un'alpe Coste appartenente al vescovo di Novara (1420; Fantoni e Fantoni, 1995, d. 13).

Il sentiero che s'inoltra in Val Chiappa raggiunge, presso la confluenza tra Torrente Chiappa e Torrente Sermenza, i ruderi di un vecchio fabbricato che sfruttava l'energia idraulica e, poco oltre, un ponte che supera il Torrente Chiappa, permettendo la discesa a Boccioleto sul lato idrografico destro.

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