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Il comune di Boccioleto appartiene a: Regione Piemonte - Provincia di Vercelli

I Sentieri dell'Arte (Boccioleto - Seccio)

Nome Descrizione
Indirizzo Da Boccioleto a Seccio
Punto di partenza Boccioleto (667 mt.)
Punto di arrivo Seccio (1388 mt.)
Tempo percorrenza Salita (3h) - Discesa (1,5h)
Guide e carte IGM (scala 1:25.000) - F. 30, IV S.E Fobello; F. 30, IIN.E. Scopa
IGC (scala 1:50.000) - 10 Monte Rosa Alagna e Macugnaga;
Kompass (scala 1:50.000) - 88 Monte Rosa
CAI Varallo (scala 1:25.000) - Guida degli itinerari escursionistici della Valsesia Foglio 2° - Rima S. Giuseppe-Boccioleto (senza rappresentazione a curve di livello ma con un'aggiornata indicazione dei segnavia)
Da Boccioleto, in Val Sermenza, a quattordici chilometri da Varallo, si può
salire in auto alla frazione Ronchi, 814 m, dove inizia l’itinerario. Oppure si
può partire a piedi dalla piazzetta della stessa Boccioleto, a metà dell’antica
strada centrale del paese (via Zali) nei pressi di una fontanella dove è visibile il
segnavia 387 del CAI. Si supera la cappella del Sassello e si passa da Ca Milanetto
(768 m), nucleo di case ubicato nei prati a monte della mulattiera lungo
la quale si incontra la cappella dedicata alla Madonna di Loreto, di origini
quattrocentesche, con bella grata lignea. Salendo ancora si raggiunge Ronchi
dove si raccomanda la visita all’oratorio della Madonna delle Grazie, un vero
gioiello d’arte, menzionato già nel 1617, che conserva una tela della Madonna
in trono del Rocca datata 1635, una pala d’altare del Dedominici inserita in
un’ancona lignea del boccioletese Bartolomeo Ravelli, affreschi ottocenteschi
dell’Avondo sulla facciata e all’interno (la Cappella di Santa Lucia). La mulattiera
in salita porta alla restaurata cappella del Genestroso. Poco prima di Ormezzano
alcune croci ricordano le vittime di una valanga. Giunti alla piccola
frazione (20’) ci accoglie l’oratorio di San Giovanni Battista, all’interno del
quale è conservata un’ancona datata 1649; l’affresco sulla facciata è opera
dell’Avondo. In 15’ si raggiunge Solivo (1027 m) in bella posizione panoramica,
l’ultimo nucleo abitato della Val Cavaione. L’oratorio della fine del Seicento
è dedicato a Sant’Antonio da Padova; l’altare indorato è dell’Anselmi, il pavimeno
a piode del Giordano, la facciata dell’Avondo. Di fronte si erge la cappella
cinquecentesca di San Nicola di Bari, preceduta da un caratteristico portico
a colonne e con lunetta dell’Annunciazione, all’interno una dolce Madonna
con Bambino in trono ed elegante drappeggio come sfondo; a lato San
Pietro e San Nicola; alle pareti San Defendente e una Crocifissione.
La mulattiera sale al Selletto, 1185 m (30’); qui si trova una cappelletta di sosta
con portico ad eleganti colonne, con affreschi del Cinquecento all’interno e
dell’ Ottocento all’esterno. Per lo più in piano si raggiungono le alpi Daloch,
Sass, Rivetto (dove c’è un rifugio nei pressi della cappella “Salus Infirmorum”
che offre un interessante esempio di “marmo finto”) e si perviene al Seccio,
1390 m (30’), per ammirare l’oratorio di San Lorenzo, il gioiello della Val
Sermenza. La data certa è quella della consacrazione del 1446, anno a cui risalgono
gli affreschi dell’interno, attribuiti a Johannes Andreas (sec. XV) in
genere ben conservati, tranne quelli della parete sud con l’Ultima Cena, abbattuta
per far posto alla cappella settecentesca di San Grato, protettore contro
la grandine. La volta dell’abside presenta uno stupendo Redentore, i Quattro
Evangelisti e l’Annunciazione; sulla parete d’ingresso splendide figure di martiri
e padri della Chiesa. All’esterno, sulla piazzetta, un antico affresco raffigurante
San Cristoforo e un raro esemplare pittorico della ruota della fortuna.
Rientrando a Boccioleto si consiglia una puntata alla frazione Oro (25’) per
visitare la chiesetta di San Pantaleone, del 1476, e quella della Madonna del
Carmine che conserva affreschi degli Orgiazzi del secolo XVIII e del Borsetti.
La prima è al centro delle case ed è interamente ricoperta di affreschi attribuiti
a Johannes de Campo (sec. XV). Ridotta in stato pietoso, fu fatta restaurare
nel 1910 dalla Società per la Conservazione delle Opere d’Arte e dei Monumenti
in Valsesia; sulla volta c’è il Cristo benedicente, entro una mandorla di
bizantina memoria; nella zona absidale l’Incoronazione della Vergine è affiancata
da angeli musicanti; sulla parete di destra è rappresentata la vita della
Beata Panacea. Gli ultimi restauri sono opera di Fermo Dedominici

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