Il percorso si svolge quasi interamente sul lato idrografico destro della Val Sermenza, in una fascia altimetrica compresa tra 692 (T. Sermenza) e 1437 m (alpe Selletto), caratterizzata dalla presenza d'insediamenti permanenti e d'alpeggi documentati dall'inizio del Trecento.
Da Piaggiogna a Palancato: Gli insediamenti permanenti
Punto di partenza dell'itinerario è la frazione PIAGGIOGNA SUPERIORE (766 m), ubicata lungo la strada provinciale della Val Sermenza (circa 2 km a monte di Boccioleto).
All'inizio dell'abitato si trova l'Oratorio di San Martino
La mulattiera, prima della costruzione della strada provinciale, passava sotto l'oratorio di S. Martino e attraversava le case della frazione. Tra le costruzioni della frazione prevalgono le grandi case a forte sviluppo verticale, con fronte chiuso, generalmente derivanti dall'innalzamento ottocentesco di costruzioni precedenti.
L'esistenza di un insediamento permanente, e di un territorio da esso dipendente, è documentato dall'età tardomedievale. Nel 1420 è documentato un Johannes de Piazogna, rappresentante della Val Sermenza in un compromesso stipulato tra gli uomini della valle e gli affittuari delle alpi del vescovo di Novara (Fantoni e Fantoni, 1995, d. 19).
La mulattiera attraversa la frazione e scende in breve a PIAGGIOGNA INFERIORE, insediamento compatto, ubicato a mezza costa, con costruzioni molto differenziate, a fronti compatte o aperti con portici e loggiati, attribuibili a diversi periodi.
Alcune case presentano una tipica apertura per l'uscita del fumo, protetta da una lastra di pietra, caratteristica del territorio di Boccioleto, introdotta in seguito allo spostamento del focolare dal centro della stanza ad una parete esterna (Fantoni, 2001, pp. 61-62).
Un esempio di costruzione più recente, di struttura compatta a pianta rettangolare, alta quattro piani, è presente in posizione marginale alla base della frazione. Su una casa è presente un affresco recante, la didascalia Nostra Signora del sacro Cuore di Gesù, firmato e datato P. Sasselli 1938.
Al termine di una via che parte dalla piazzata centrale è ancora visibile l'insegna di una scuola, che fu fondata da Franco Comoletto nel 1770 assieme ad una cappellania con un reddito di 350 lire (Peco, 1993, p. 199, nota 388).
La presenza della scuola, che probabilmente riuniva gli scolari di Piaggiogna e Palancato, testimonia un passato ricco di popolazione; nel 1840 la frazione ospitava ancora 32 fuochi e 71 persone (Lana, 1840, p. 217).
L'esistenza di un insediamento permanente, e di un territorio da esso dipendente, è documentato dall'età tardomedievale. Nel 1420 è documentato un Johannes de Piazogna, rappresentante della Val Sermenza in un compromesso stipulato tra gli uomini della valle e gli affittuari delle alpi del vescovo di Novara (Fantoni e Fantoni, 1995, d. 19).
La mulattiera attraversa la frazione e scende in breve a PIAGGIOGNA INFERIORE, insediamento compatto, ubicato a mezza costa, con costruzioni molto differenziate, a fronti compatte o aperti con portici e loggiati, attribuibili a diversi periodi.
Alcune case presentano una tipica apertura per l'uscita del fumo, protetta da una lastra di pietra, caratteristica del territorio di Boccioleto, introdotta in seguito allo spostamento del focolare dal centro della stanza ad una parete esterna (Fantoni, 2001, pp. 61-62).
Un esempio di costruzione più recente, di struttura compatta a pianta rettangolare, alta quattro piani, è presente in posizione marginale alla base della frazione. Su una casa è presente un affresco recante, la didascalia Nostra Signora del sacro Cuore di Gesù, firmato e datato P. Sasselli 1938.
Al termine di una via che parte dalla piazzata centrale è ancora visibile l'insegna di una scuola, che fu fondata da Franco Comoletto nel 1770 assieme ad una cappellania con un reddito di 350 lire (Peco, 1993, p. 199, nota 388).
La presenza della scuola, che probabilmente riuniva gli scolari di Piaggiogna e Palancato, testimonia un passato ricco di popolazione; nel 1840 la frazione ospitava ancora 32 fuochi e 71 persone (Lana, 1840, p. 217).
Una piccola piazza al centro della frazione ospita, a fianco di una fontana con vasca, la Cappella di San Gaudenzio.
Sul lato sinistro un'altra Madonna col bambino, dai lineamenti più delicati, entro cornice di color ocra, sicuramente attribuibile ad altro autore, coperta da antichi graffiti.
Sul lato sinistro un'altra Madonna col bambino, dai lineamenti più delicati, entro cornice di color ocra, sicuramente attribuibile ad altro autore, coperta da antichi graffiti.
Da Piaggiogna inferiore la mulattiera scende al TORRENTE SERMENZA.
Il torrente è raggiungibile anche da una strada parzialmente asfaltata, che si separa sulla sinistra della strada provinciale qualche centinaio di metri a valle di Piaggiogna; da questo punto inizia l'itinerario segnalato dal CAI Varallo con il segnavia 373.
Gli automezzi possono essere parcheggiati pochi metri a monte dell'imbocco di questa stradina.
La mulattiera supera il torrente (692 m) con uno ponte in pietra a due archi di diversa dimensione.
Su una pietra del muro sul lato a valle del fianco idrografico destro è ben incisa la data 1870.
Il toponimo della frazione Palancato, documentato dal 1399 (Mor, 1933, c. XXXI, pp. 309-310) potrebbe derivare dalla presenza di un ponte ad assi lignee (Carlesi, 1978, p. 69; Manni, 1980, f. IV, pp. 94-97); toponimi derivati dalle voci latine palanca, planca sono segnalati da Pellegrini (1990, p. 226) e la voce è documentata anche negli statuti valsesiani.
Oltre il ponte si separa a sinistra la mulattiera a segnavia 373, che risale la Val Chiappa (o Val Piaggiogna) ospitante la frazione Piana e numerosi alpeggi.
A questa valle si riferisce un documento del 22 dicembre 1399 in cui è citato un Martinus filius quondam Johannis de valle Piazogne, che vende alcuni appezzamenti di terra a campo e prato ubicati nel territorio di Boccioleto ubi dicitur valle Piazogna (Mor, 1933, c. CXXXI, pp. 309-310).
L'alpe Chiappa è poi citata come confinante, con illi de Palancato, ad un'alpe Coste appartenente al vescovo di Novara (1420; Fantoni e Fantoni, 1995, d. 13).
Il torrente è raggiungibile anche da una strada parzialmente asfaltata, che si separa sulla sinistra della strada provinciale qualche centinaio di metri a valle di Piaggiogna; da questo punto inizia l'itinerario segnalato dal CAI Varallo con il segnavia 373.
Gli automezzi possono essere parcheggiati pochi metri a monte dell'imbocco di questa stradina.
La mulattiera supera il torrente (692 m) con uno ponte in pietra a due archi di diversa dimensione.
Su una pietra del muro sul lato a valle del fianco idrografico destro è ben incisa la data 1870.
Il toponimo della frazione Palancato, documentato dal 1399 (Mor, 1933, c. XXXI, pp. 309-310) potrebbe derivare dalla presenza di un ponte ad assi lignee (Carlesi, 1978, p. 69; Manni, 1980, f. IV, pp. 94-97); toponimi derivati dalle voci latine palanca, planca sono segnalati da Pellegrini (1990, p. 226) e la voce è documentata anche negli statuti valsesiani.
Oltre il ponte si separa a sinistra la mulattiera a segnavia 373, che risale la Val Chiappa (o Val Piaggiogna) ospitante la frazione Piana e numerosi alpeggi.
A questa valle si riferisce un documento del 22 dicembre 1399 in cui è citato un Martinus filius quondam Johannis de valle Piazogne, che vende alcuni appezzamenti di terra a campo e prato ubicati nel territorio di Boccioleto ubi dicitur valle Piazogna (Mor, 1933, c. CXXXI, pp. 309-310).
L'alpe Chiappa è poi citata come confinante, con illi de Palancato, ad un'alpe Coste appartenente al vescovo di Novara (1420; Fantoni e Fantoni, 1995, d. 13).
Il sentiero che s'inoltra in Val Chiappa raggiunge, presso la confluenza tra Torrente Chiappa e Torrente Sermenza, i ruderi di un vecchio fabbricato che sfruttava l'energia idraulica e, poco oltre, un ponte che supera il Torrente Chiappa, permettendo la discesa a Boccioleto sul lato idrografico destro.
A destra prosegue la bella mulattiera per la frazione Palancato; l'itinerario è contrassegnato dal segnavia 377. La salita si svolge entro un bosco di faggi lungo una bella mulattiera, larga e regolarmente gradinata, che, in circa 20 minuti (Carlesi, 1978, p. 69) arriva a PALANCATO (824 m).
Il primo edificio della frazione è costituito dall'Oratorio di San Quirico.
Dal margine meridionale della frazione si può osservare la Val Chiappa con i suoi alpeggi e la colma di Campertogno (1727), sovrastata dalla cima dei Quattro Bricchi (1973 m).
Dal margine settentrionale dell'abitato è invece osservabile la media Val Sermenza, con Fervento dominata dalla C.ma Castello (1907 m).
Dal margine settentrionale dell'abitato è invece osservabile la media Val Sermenza, con Fervento dominata dalla C.ma Castello (1907 m).
Viene comunemente indicata come casa più antica della frazione una bella costruzione al margine settentrionale dell'abitato, con corpo centrale in pietra e loggiati di legno su due fronti, distribuita su tre piani molto bassi.
In questo quadrante dell'insediamento si concentrano le case più antiche, terminanti attorno ad un'antica piazzetta. Nella parte settentrionale della frazione si trovano invece molte case costruite, o più probabilmente ricostruite, attorno all'Ottocento, come testimoniato dalle date 1792, 1811, 1839, 1881, 1896, 1906.
Il tipo edilizio più diffuso tra queste costruzioni è costituito da case con fronte murario aperto in loggiati e porticati; esemplare la casa in posizione all'inizio dell'abitato, con portico a tre arcate, due delle quali sono sormontate da due ordini di bifore che danno luce alle gallerie del loggiato. Al centro della frazione una piazza ariosa è ingentilita da una fontana con vasca.
In questo quadrante dell'insediamento si concentrano le case più antiche, terminanti attorno ad un'antica piazzetta. Nella parte settentrionale della frazione si trovano invece molte case costruite, o più probabilmente ricostruite, attorno all'Ottocento, come testimoniato dalle date 1792, 1811, 1839, 1881, 1896, 1906.
Il tipo edilizio più diffuso tra queste costruzioni è costituito da case con fronte murario aperto in loggiati e porticati; esemplare la casa in posizione all'inizio dell'abitato, con portico a tre arcate, due delle quali sono sormontate da due ordini di bifore che danno luce alle gallerie del loggiato. Al centro della frazione una piazza ariosa è ingentilita da una fontana con vasca.
Buona parte di queste costruzioni è caratterizzata dalla presenza di affreschi ottocenteschi; la seconda costruzione dell'abitato, datata e siglata 1811 GAC, presenta un affresco datato 1895 raffigurante S. Antonio ed un committente inginocchiato sotto la Madonna col bambino assisa su una nuvola.
Su un'altra casa nella parte centrale dell'insediamento, datata 1896, un medaglione con la Madonna col Bambino datata 1899.
Nella piazzetta settentrionale, su una casa datata 1881 sul comignolo, sono presenti affreschi datati 1883 e uno stemma affrescato raffigurante un leone; due nicchie vuote, con alla base le iscrizioni Putto pifferaio e Putto ciocciaio, ospitavano probabilmente due piccole statue.
Nella parte alta della frazione è presente un altro affresco con S. Antonio e la Madonna col Bambino datato 1888; sul muro del fienile ubicato a monte dell'abitato sono raffigurati un Santo guerriero e la Madonna con la data 1887.
Su un'altra casa nella parte centrale dell'insediamento, datata 1896, un medaglione con la Madonna col Bambino datata 1899.
Nella piazzetta settentrionale, su una casa datata 1881 sul comignolo, sono presenti affreschi datati 1883 e uno stemma affrescato raffigurante un leone; due nicchie vuote, con alla base le iscrizioni Putto pifferaio e Putto ciocciaio, ospitavano probabilmente due piccole statue.
Nella parte alta della frazione è presente un altro affresco con S. Antonio e la Madonna col Bambino datato 1888; sul muro del fienile ubicato a monte dell'abitato sono raffigurati un Santo guerriero e la Madonna con la data 1887.
Palancato è citata per la prima volta in un documento del 1399 in cui compaiono gli eredi del fu Zaynery de Palancato e Albertus Ferarius de Palancato (Mor, 1933, c. CXXXI, pp. 309-310).
Pochi anni dopo, nel 1420, è documentato Petrus de Palanchato, che, a nome suo e di Johannis de Palanchato, riceve 428 lire imperiali da Johanne de Piazogna per la vendita di beni situati in teritorio Palanchati, alcuni dei quali sono soggetti a un legato alla chiesa di S. Pietro di Boccioleto ed alla Carità del panno. Tra i confinanti ai terreni venduti e i testi compaiono numerose altre persone di Palancato; tra queste figura anche Zanolus de Borseto, primo rappresentante documentato della famiglia che il secolo successivo vedrà tra i suoi componenti il pittore Carlo Borsetti (Fantoni e Fantoni, 1995, d. 13).
Pochi anni dopo, nel 1420, è documentato Petrus de Palanchato, che, a nome suo e di Johannis de Palanchato, riceve 428 lire imperiali da Johanne de Piazogna per la vendita di beni situati in teritorio Palanchati, alcuni dei quali sono soggetti a un legato alla chiesa di S. Pietro di Boccioleto ed alla Carità del panno. Tra i confinanti ai terreni venduti e i testi compaiono numerose altre persone di Palancato; tra queste figura anche Zanolus de Borseto, primo rappresentante documentato della famiglia che il secolo successivo vedrà tra i suoi componenti il pittore Carlo Borsetti (Fantoni e Fantoni, 1995, d. 13).
Nel 1840 la frazione contava ancora 22 fuochi per complessivi 95 abitanti (Lana, 1840, p. 217).







