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Sabato 1 Novembre 2014
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Valsermenza - Alta Valsesia




Oratorio di San Lorenzo (Sec XIV)

La tradizione, ripresa dalla letteratura valsesiana già nel corso dell'Ottocento, vuole infatti che l'Oratorio di San Lorenzo sia stato il primo eretto in Valsesia. Alcuni Autori associarono inoltre talora la fondazione della chiesa a frequentazioni da parte dei primi vescovi novaresi divenuti santi.


immagine ingrandita Oratorio di San Lorenzo - Vista Esterna (apre in nuova finestra) Le prime fonti certe sono costituite da un'iscrizione presente nella navata dell'oratorio secondo la quale la benedizione dell'edificio sarebbe avvenuta il 25 Aprile 1446, attestando l'antichità di un luogo di culto in questa comunità marginale.
La prima documentazione sull'insediamento risale invece al 1420, quando il Comune Secii compare come confine di alcune alpi che il Vescovo di Novara possedeva in Val d'Egua. Un documento della metà del Quattrocento evidenzia un assetto già strutturato della frazione, con appezzamenti di terra destinati a prato, fontane e rogge e una diffusione di microtoponomi che suggerisce una frequentazione ed un uso ormai consolidati del territorio.


immagine ingrandita Oratorio di San Lorenzo - Vista Laterale (apre in nuova finestra) Nell'oratorio sono conservati pregevoli testimonianze pittoriche del Quattrocento, che si rifanno al linguaggio internazionale dell'arte tardogotica; la loro importanza è veramente notevole se confrontata con la dimensione e la collocazione periferica dell'insediamento.
Sulla parete esterna è presente un singolare affresco allegorico, in parte danneggiato, raffigurante una Ruota della Fortuna.
Completa la decorazione di questa parete un affresco di S. Cristoforo, che si ritrova in molte altre chiese valsesiane.
All'interno sono completamente affrescate l'abside e le pareti della navata. Nel catino absidale si impone un Cristo Benedicente circondato dai Simboli degli Evangelisti, nella fascia sottostante sono raffigurate Scene della vita di S. Lorenzo.
immagine ingrandita Oratorio di San Lorenzo - Dipinto Absidale (apre in nuova finestra)Sull'arco trionfale è dipinta l'Annunciazione; sotto, ai due lati, S. Giovanni Battista (a sinistra) e S. Gregorio Papa (a destra).
Sulla parete di sinistra della navata sono affrescati, in ampi riquadri, i seguenti soggetti: la Crocifissione con la Vergine e S. Giovanni (a destra della porta); l'immagine principesca di Santa Caterina vestita di un raffinato abito di corte verde e rosso con risvolti bianchi, riecheggiante i modelli della pittura cortese, diffusi dai pittori itineranti nell'area piemontese e lombarda; S. Anna dall'imponenza statuaria e regale e la Madonna col Bambino, dal panneggio ricco e morbido; una possente immagine di S. Antonio Abate (a sinistra della porta) in abito monastico ampio con una curiosa mantella trasparente, un maialino ai suoi piedi, il bastone con il campanellino scacciadiavoli, in posizione frontale come la gran parte delle figure, su un pavimento embricato che è una costante nella rappresentazione di santi nel periodo tardogotico.
L'autore presumibilmente è un pittore novarese itinerante di formazione lombarda.
immagine ingrandita Oratorio di San Lorenzo - Dipinto (apre in nuova finestra) Questi affreschi sono stati recentemente restaurati da Fermo De Dominici.
Sulla parete destra, quello che rimane di un'Ultima cena, con gli apostoli Matteo, Mattia (erroneamente inserito perché non può avervi partecipato, essendo stato scelto dopo la morte di Giuda) Pietro,Bartolomeo e parzialmente Giuda il traditore.
Le figure paiono molto rigide, davanti una tavola riccamente imbandita, in una rappresentazione che manca di ogni elemento prospettico. La scena appare ai nostri occhi incompleta perché la parete fu abbattuta per aprirvi ( forse per voto) nel Settecento una cappella dedicata a San Grato, protettore contro la grandine; ospita una pala d'altare con Vergine e Santi scuola orgiazziana.
Dall'oratorio del Seccio provengono un paliotto d'altare, il manipolo di una pianeta e due messali del 1498 e della fine del Cinquecento. Tre antiche statuette lignee raffiguranti la Madonna col Bambino, S. Lorenzo e S. Grato, presenti nell'oratorio sino alla metà del Novecento, sono attualmente conservate nel museo parrocchiale.


immagine ingrandita Oratorio di San Lorenzo - Dipinto (apre in nuova finestra) Sul mantello della Madonna nel riquadro della Crocifissione si trova l'insolita celebrazione di un matrimonio (francescho à sposato tredezina 1544 die 20 Ianrii), forse celebrato in questa chiesa. E' infatti probabile che in quest'oratorio, oltre alla celebrazione di messe, si svolgessero altre funzioni religiose. La tradizione vuole che la chiesa fosse dotata anche di un cimitero in cui trovavano sepoltura i morti del Seccio e i morti della Dorca, frazione attualmente in comune di Rimasco, situata oltre lo spartiacque della Val Cavaione.
L'ubicazione del cimitero è collocata dalla tradizione orale dei frequentatori del Seccio, dalle fonti d'archivio e dalla letteratura in luoghi diversi: in un Inventario del 1718 è citato un cimitero nel piazzale a lato della chiesa; gli anziani indicavano invece come luoghi di sepoltura alcune località vicino alla frazione, note come "campo dei morti e "le tombe".

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